
Le Hydrogen Valley, spiega il Gruppo, favorirebbero la sostenibilità dei processi produttivi e rappresenterebbero un supporto strategico per le imprese, mitigando il rischio legato all'incertezza del mercato.
Individuare azioni efficaci e avviare il percorso per la creazione di un Osservatorio permanente sulle Hydrogen Valley: queste le priorità emerse dal Tavolo di Lavoro promosso da TEHA Group, in collaborazione con WAVE, che ha riunito 15 tra le principali iniziative nazionali per esplorare le priorità e le prospettive di sviluppo del settore in Italia.
Le Hydrogen Valley, si legge in una nota di TEHA, non solo favorirebbero la sostenibilità dei processi produttivi, ma rappresenterebbero anche un supporto strategico per le imprese, mitigando il rischio legato all'incertezza del mercato attraverso modelli di derisking che riducano le barriere economiche e tecnologiche all’adozione dell’idrogeno.
Attraverso la Zero Carbon Community, continua la nota, piattaforma multistakeholder dedicata a iniziative concrete di decarbonizzazione, TEHA Group ha avviato nel 2022 un dialogo con le Istituzioni, formulando dieci raccomandazioni strategiche per la politica nazionale sull’idrogeno, formalizzate nel White Paper "Proposte per la strategia italiana dell’idrogeno e la competitività economica" e presentate a inizio 2024 ai referenti di competenza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Durante l’incontro è emerso che, nonostante gli oltre 2,5 miliardi di euro stanziati dal PNRR per l’idrogeno, una quota significativa delle risorse non è stata assegnata a causa della scarsa partecipazione delle aziende ai bandi, mentre per quanto riguarda le Hydrogen Valley, una parte rilevante dei progetti approvati rischia di non essere portata a termine: a titolo esemplificativo, il monitoraggio avviato da TEHA e WAVE evidenzia che, tra le 57 iniziative ammesse a finanziamento per 532 milioni di euro, 9 Hydrogen Valley hanno finalizzato il processo autorizzativo e di procurement, per un totale di 132 milioni di euro di finanziamento, circa il 25%.
Questa situazione, ha spiegato TEHA, rischia di compromettere la realizzazione dei progetti PNRR, con la conseguenza che i fondi allocati potrebbero rimanere inutilizzati o essere spesi in modo inefficace per infrastrutture prive di una reale ricaduta industriale e territoriale. Questo scenario comporterebbe un rilevante rischio politico e reputazionale per l’Italia.
L’analisi che TEHA Group ha condotto, in collaborazione con WAVE, ha messo in luce che sarebbero necessarie risorse marginali rispetto a quelle previste nel PNRR e a quelle che rischiano di rimanere inutilizzate per garantire l’operatività di questi progetti e il consumo dell’idrogeno. A tal fine, si legge, il settore dei trasporti può generare rapidamente poli di consumo significativi, influenzando positivamente le filiere nazionali: con un contributo CAPEX inferiore a 100 milioni di euro e un contributo OPEX annuale di circa 20 milioni di euro, è possibile mettere in circolazione circa 200 mezzi pesanti e garantire l’utilizzo di circa 1.500 tonnellate di idrogeno verde non allocate dalle Hydrogen Valley.
Tra le evidenze condivise durante la riunione, è emersa anche l’assenza di una governance nazionale complessiva sull’idrogeno che sia in grado di garantire un coordinamento strategico delle iniziative, superando l’attuale frammentazione nella filiera dell’idrogeno. In parallelo, spiega TEHA, le politiche di rinnovo del trasporto pubblico, gestite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) in collaborazione con le Regioni, non sembrano aver prioritizzato un utilizzo strategico dell’idrogeno in maniera coordinata con le Hydrogen Valley promosse dal MASE.
"La filiera dell’idrogeno sta affrontando una fase di forte disillusione rispetto alle sfide connesse alla realizzazione delle Hydrogen Valley. Le criticità che oggi emergono erano già state individuate nei nostri precedenti rapporti. Ciononostante, l’idrogeno rimane un caposaldo negli scenari energetici e di decarbonizzazione in una logica di neutralità tecnologica. Tuttavia, affinché questi scenari siano realizzabili e accettati dal mercato, è essenziale un’integrazione più stretta tra strategia energetica, industriale e di decarbonizzazione", ha dichiarato Alessandro Viviani, Associate Partner, TEHA Group.