Impronta idrica, TEHA: Italia settima nell'Ue con 6.300 l/giorno per abitante

20 feb 2025
Se consideriamo l'impronta idrica annuale, che comprende tutti gli utilizzi dell'acqua, la situazione peggiora di molto: la Penisola consuma in totale 130 mld/m3 d'acqua all'anno, il valore più alto in Europa.

Tra quella utilizzata per le necessità quotidiane e per la produzione di beni e servizi, ogni italiano consuma 6.300 litri d’acqua al giorno, dato che ci colloca al settimo posto fra i Paesi UE. È l'impronta idrica del nostro Paese che emerge da uno studio condotto da The European House Ambrosetti, che misura i consumi d'acqua complessivi, presentato durante la VI riunione della Community Valore Acqua per l’Italia.

Nel dettaglio, si legge in una nota di TEHA, la ricerca evidenzia come ogni italiano utilizzi in media 215 litri d’acqua per le necessità quotidiane: tra i Paesi UE peggio solo Grecia, con 324 litri, e Irlanda, con 252 litri. Moltiplicando per 29 volte il consumo quotidiano medio, continua la nota, si ottiene la quota di impatto complessivo sulla risorsa idrica che comprende anche i prodotti che ogni italiano consuma.

Per l’impronta idrica giornaliera pro-capite, si legge, l’Italia con il suo settimo 7° posto è preceduta da Lussemburgo e Portogallo (6.900 litri al giorno a persona), Spagna (6.700), Cipro e Ungheria (6.500) e Grecia (6.400 litri). La Francia, rivela lo studio, è invece più virtuosa, con 4.900 litri (1.400 in meno rispetto all'Italia), e ancora di più la Germania con 3.900 litri. Particolarmente virtuoso il Regno Unito, dove ogni cittadino consuma quotidianamente 3.400 litri d’acqua al giorno tra utilizzo diretto e indiretto.

Se consideriamo invece l'impronta idrica annuale dell’Italia, spiega TEHA, che comprende tutti gli utilizzi dell'acqua, la situazione peggiora di molto: la Penisola consuma in totale 130 miliardi di metri cubi d’acqua all'anno, il valore più alto in Europa. Seguono Germania (120 miliardi di m3), Francia (110) e Spagna (100 miliardi).

"Una quota consistente dell’impronta idrica italiana è costituita dalla cosiddetta impronta idrica grigia, ovvero, il volume di acqua dolce necessario per diluire gli inquinanti generati nei processi agricoli, industriali e domestici che rappresenta il 23,9% del totale, dato che richiama l’attenzione sull’urgenza di ridurre le emissioni attraverso interventi come il miglioramento dell’efficienza nei processi produttivi e l’adozione di tecnologie più sostenibili. Anche le industrie potrebbero contribuire a promuovere una gestione sostenibile della risorsa idrica adottando un approccio cosiddetto “Water Positive”, ovvero restituire all’ambiente più acqua di quanta ne venga consumata, attraverso la minimizzazione dei consumi, il riutilizzo dell’acqua e il ripristino degli ecosistemi idrici", spiega Benedetta Brioschi, Partner di TEHA.