
Articolo a cura di Pierpaolo Signorelli.
Le rinnovabili crescono a ritmo incalzante, i rifornimenti gas si fanno più complicate costosi e l'UE è ferma nella sua posizione per eliminare la produzione di motori endotermici per il 2035. È dunque segnato il destino del vettore blu che tanto rappresenta in termini di sicurezza e funzionalità energetica per il nostro paese?
Se n'è discusso recentemente alla convention di A.R.T.E., l'associazione di Resellers e Traders di Energia d'Italia, durante il dibattito sulle prospettive future del gas, partendo dall'idea di base che la situazione presente è molto complicata per l'Europa, compressa fra le limitazioni delle importazioni di gas russo dalla Russia e gli elevati prezzi che gli USA praticano sul gnl a cui si aggiungerebbero i dazi che l'amministrazione Trump dichiara di voler applicare.
Secondo il prof. Massimo Nicolazzi, Presidente Isab, la questione dei rifornimenti è dovuta al saldo fra il calo della produzione interna di cui disponeva l'UE all'incirca un decennio fa, ed i consumi attuali, che sono scesi molto meno della produzione: mancano all'appello oltre 100mld di smc. Se fossero disponibili consentirebbero non solo la sicurezza negli approvvigionamenti, evitando fenomeni speculativi, ma anche contrattualizzazioni meno esose da parte di paesi terzi. Il mercato è ancora intensione – continua il professore – perché le infrastrutture del comparto (rigassificatori) devono ancora potenziarsi a sufficienza. E col mercato corto l'offerta non ha la filiera tarata per la domanda che invece ha tempi molto più serrati, specie quando ci sono punte di richiesta dettate dai picchi di freddo, com’è stato il caso del Regno Unito.
E la risposta che siamo stati capaci di dare non è stata quella di implementare la concorrenza e quindi l'offerta, bensì di incrementare il meccanismo di incentivazione per le rinnovabili: "Dove c'è sussidio, c'è impresa", ha chiosato ironicamente Nicolazzi, ricordando però che per gli operatori del gas quest'impostazione è assente, e che anzi gli impianti sono condizionati a funzionare secondo le esigenze delle rinnovabili e non secondo criteri di ottimalità tecnica, che peraltro è quella di maggiore economicità.
Secondo Simona Benedettini, economista dell'energia, la fase di tensione del mercato sarà ancora presente, sicuramente quest'anno e, probabilmente, il prossimo. L'avvicinarsi della pace fra i due stati contendenti favorirà una revisione delle politiche commerciali europee nei confronti della Russia.
Tale mutato indirizzo dell'Ue – spiega Benedettini - sarà indotto dalle difficoltà che le importazioni americane di gnl comportano, perché sono costose e rischiose, in quanto la politica commerciale trumpiana è piuttosto incerta: essa infatti non si basa su parametri oggettivi (quantità disponibili mensilmente, tempi e costi di trasporto, andamenti atmosferici ecc.) bensì sugli umori imprevedibili del neo presidente. Ha poi aggiunto l'analista che se il principale esportatore di gnl al mondo, gli Stati Uniti, promuove una politica dei prezzi al rialzo, questa condiziona l'intero plafond dell'offerta mondiale perché angli altri fornitori di gnl sparsi nel mondo ritoccheranno al rialzo i prezzi delle proprie forniture. Appare quindi fondamentale - continua Benedettini - dotarsi di un altro paese partner, capace di offrire gas con sicurezza di scorte, utilizzando, peraltro, la tradizionale metodologia di trasporto (gasdotti). E all'Italia, a ben vedere, non ne servirebbe quanto importava dalla Russia prima del conflitto (circa 72 mld nel 2021); ne basterebbero una quindicina per riequilibrare il mercato, contenere l'inflazione e i prezzi che per l'elettrico devono scendere in modo netto sotto quota 100€/MWh.
Sulle difficoltà import del gnl le fa eco Andrea Paltrinieri, Professore Economia degli Intermediari Finanziari presso l'Università Cattolica di Milano, che ha sottolineato come i contratti spot siano profondamente cambiati, influenzati come sono dalle attese speculative di prezzo (curve di Forward). E queste modalità di acquisto incidono molto visto che il prezzo all’ingrosso pesa per meno del 50% ed il resto lo fa la transizione e la tipologia di trasporto e stoccaggio. Difatti anche le aziende che trasportano gas sono quotate in borsa e il loro andamento borsistico influenza i costi del trasporto e le politiche commerciali, specificatamente le rotte.
Elemento importante – sottolinea il professore - perché la fame di gnl dell'Oriente è in crescita e il loro mercato è sensibilmente più grande di quello europeo. Molto dipenderà allora da quanto sarà l’incremento dell’uso di carbone negli USA, scelta che potrebbe rendere disponibili quantità significative di gas, soddisfacenti per i vari mercati globali, almeno per l'anno in corso, facendoci guadagnare tempo sia per riempire gli stoccaggi senza sovracosti, sia per trovare nuovi partner e/o migliori condizioni commerciali rispetto a con quelli in corso.
Altro elemento fondamentale – conclude Paltrineri - saranno le condizioni meteo: normalmente per i picchi si utilizzano i gasdotti, mentre gli stoccaggi sono riservati per la programmazione ordinaria; ma le tensioni persistenti, come visto, potrebbero rendere non economico il riempimento degli stoccaggi, creando così una base di costo più elevata nel processo di formazione del prezzo per l'energia elettrica.
Infine per Proxigas, l'associazione di Confindustria che rappresenta le imprese operanti sull'intera filiera del gas naturale è intervenuta il direttore generale Marta Bucci, la quale ha rilevato come i consumi mondiali di gas, attualmente intorno ai 4000 mld di smc siano crescenti.
Ed anche in Italia lo sono, tanto che la domanda interna è salita dell'8% nei primi due mesi dell'anno, perché il termoelettrico, a dispetto della crescita delle rinnovabili, continua a fare la sua parte. Ed anche il residenziale mantiene i consumi lievemente crescenti, visto che gli spazi per l'elettrico nel residenziale, specificatamente per riscaldamento, non sono così grandi come si potrebbero credere. Quindi, le punte di freddo di questo inverno, un po' più rigido rispetto al biennio precedente, sono state coperte sempre col gas.
Il gas naturale – commenta il direttore generale - resta un vettore energetico straordinario nella sua ecletticità, e continuerà ad avere un ruolo di primo piano sia nella sicurezza energetica del paese, come nella complessa transizione energetica; il futuro sarà ancora blu a lungo.