Gli investimenti sono guidati soprattutto dallo sviluppo delle attività di distribuzione del gas in Italia e in Grecia, nonché dall'upgrade tecnologico e digitale delle nuove reti acquisite.
Gli interventi rientrano nell'ambito dell'Accordo del Cuoio, vasto programma di interventi infrastrutturali da quasi 200 mln volto a dismettere impianti piccoli e superati e concentrare il trattamento in pochi depuratori più performanti.
Il trend di accelerazione è destinato a proseguire nei prossimi mesi grazie ai nuovi campi in sviluppo in Congo, EAU, Qatar e Libia e all'avvio della combinazione di business in Indonesia e Malesia per il mercato del GNL.
L'attività fa parte dell'Incarico di Indagine Preliminare ed Esplorazione concesso dal Ministero dell'Energia e delle Risorse Minerarie nel 2018. L'area ha un grande potenziale, con una capacità stimata tra 275 e 550 MW.