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L'azienda ha presentato a Dioxin 2026 le attività sviluppate dal 2013 per il monitoraggio e la rimozione dei PFAS: dalle tecniche analitiche avanzate ai sensori per il controllo in rete, dalla fitodepurazione alla biodegradazione, fino alla tecnologia RADOX per la mineralizzazione.
Stanziati circa 1,55 miliardi di euro, a cui si aggiungono 683,5 milioni di cofinanziamento dei beneficiari, per un investimento complessivo superiore a 2,23 miliardi. Al Mezzogiorno è destinato il 53% delle risorse, con interventi dedicati a efficientamento idrico, sicurezza delle infrastrutture e digitalizzazione delle reti.
L'operazione, dopo il via libera dell’Autorità Antitrust italiana, segna l'ingresso del Gruppo nella Penisola Iberica, ampliando competenze e capacità nell'ambito delle infrastrutture energetiche e dei percorsi di decarbonizzazione industriale.
I due MoU con PTT, società energetica nazionale della Thailandia, attraverso il PTT Innovation Institute, prevedono attività congiunte di ricerca, scambio di conoscenze e sviluppo tecnologico su temi come combustibili alternativi, SAF, elettrificazione navale, CO2, idrogeno e digitalizzazione.
Il piano prevede oltre 87 milioni di euro di investimenti per estendere e digitalizzare la rete, con circa 1.000 nuovi posti di lavoro nell’indotto e una riduzione stimata delle emissioni di 171mila tonnellate di CO2.