
Il piano dovrebbe portare ad un risparmio di 45 miliardi di euro nel 2025, che aumenterà progressivamente fino a 130 miliardi di euro risparmiati su base annua entro il 2030.
Un piano di azione per abbassare i costi dell'energia, affrontando i problemi strutturali come la dipendenza dell'Europa dai combustibili fossili importati e la mancanza di piena integrazione del sistema elettrico: si tratta dell'Action Plan for Affordable Energy, presentato a Bruxelles dal commissario all'Energia Dan Jorgensen.
Secondo le stime della Commissione Europea, il piano dovrebbe portare ad un risparmio di 45 miliardi di euro nel 2025, che aumenterà progressivamente fino a 130 miliardi di euro risparmiati su base annua entro il 2030, che dovrebbero salire, stima sempre la Commissione, a 260 miliardi l'anno entro il 2040, tra 15 anni: l'Action Plan dovrebbe portare sollievo a breve termine ai consumatori e aprire la strada al completamento dell'Unione dell'energia, anticipando i benefici di una maggiore disponibilità di energie rinnovabili.
Nel dettaglio, spiega la Commissione, il piano si basa sulla recente riforma dell'assetto del mercato elettrico, piano RePowerEu, con progetti settoriali specifici per l'energia eolica e solare, per le reti e sulla revisione della legislazione in materia di energia e clima, nell'ambito del pacchetto Fit for 55: oltre a promettere risparmi progressivi, il Piano punta a intervenire su tutte le voci che compongono il costo dell'elettricità. Da un lato, la Commissione suggerisce agli Stati membri di sfruttare al massimo i margini, in particolare sul fronte fiscale, per ridurre oneri e tasse nelle bollette. Dall'altro, promuove la maggiore diffusione di contratti a lungo termine e prezzo concordato (come i 'power purchase agreements') per offrire stabilità di prezzo sia alle imprese sia ai produttori di energia pulita.
Un altro pilastro del piano riguarda l'efficienza energetica: Bruxelles intende accelerare la diffusione di apparecchi e tecnologie a basso consumo, anche attraverso nuove regole sull'ecodesign e l'energy labelling, il sistema di etichettatura che classifica i prodotti in base all'efficienza energetica, e per farlo intende incoraggiare forme di sostegno finanziario, incluse garanzie tramite la Banca europea per gli investimenti, per l'acquisto di soluzioni ad alta efficienza. Il rafforzamento del mercato interno dell'energia, con più interconnessioni e maggiori scambi transfrontalieri, dovrebbe contribuire secondo la Commissione a un ulteriore calo dei prezzi, mentre la nuova Task force del mercato del gas avrà il compito di vigilare sulla correttezza dei mercati del gas, prevenendo eventuali abusi o manipolazioni.
Sul versante della sicurezza energetica, inoltre, la Commissione vuole aggiornare l'attuale quadro di sicurezza dell'approvvigionamento, per far fronte a rischi geopolitici, attacchi informatici o situazioni climatiche estreme: tra le misure proposte figura la possibilità di premiare i consumatori che riducono i consumi negli orari di picco. Inoltre, si suggerisce il potenziamento delle interconnessioni in casi di emergenza, per deviare i flussi di energia elettrica dove i costi risultano più elevati. Parallelamente, l'esecutivo europeo ribadisce la necessità di completare in maniera organica l'Unione dell'energia, stimando che l'integrazione piena dei mercati potrebbe generare benefici per 40-43 miliardi di euro l'anno già entro il 2030.